Sanità: spunti e proposte per la Conferenza programmatica

Negli ultimi decenni, abbiamo assistito al graduale smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale, con una drastica riduzione del finanziamento in percentuale rispetto al PIL , ciò sta facendo scivolare il nostro sistema assistenziale alle ultime classifiche europee e riducendo cosi la tutela del diritto universale della salute dei cittadini e dell’accesso alle cure.

L’instabilità economica nazionale che ha imposto il blocco del turn over e quindi delle assunzioni di tutto il personale sanitario medici ed infermieri, se a questo si somma quota 100 si sta assistendo allo svuotamento degli ospedali   con conseguente chiusura di reparti ospedalieri (fino alla chiusura di interi ospedali a breve) e un aggravio di lavoro per i pochi sanitari, con una età media sopra ai 55 anni, ancora presenti che operano in vere e proprie trincee e che con dedizione e professionalità assistono una popolazione sempre più anziana con patologie croniche e non autosufficiente come quella italiana.

Il paradosso del sistema è che  i medici laureati ci sono, se pur fuori da una programmazione dei fabbisogni legata, Mancano gli specialisti! Infatti, la carenza dei posti nelle scuole di specializzazione crea un imbuto formativo portando tanti medici a restare per un lungo periodo di tempo senza lavoro o con lavoro precario o a partita iva in quanto non posso accedere ai concorsi pubblici (al momento circa 7000 medici  non sono riusciti ad entrare nelle scuole di specializzazione).

L’EMERGENZA COVID-19  ha dimostrato tutta la fragilità del sistema sanitario nazionale nel suo complesso e della sua frammentazione in tanti sistemi sanitari regionali e delle province autonome, è necessario una politica nazionale e i sui organi istituzionali, in tema salute, ritrovi la centralità della programmazione e dell’organizzazione tramite la revisione del titolo quinto della costituzione in tema sanità

Altro problema di grande preoccupazione per i medici ed il personale sanitario è la mancata tutela della responsabilità professionale, la messa in mora dei professionisti da parte delle proprie aziende sanitari su sollecitazioni della Corte dei Conti per somme di denaro corrisposte dalla aziende a titolo transattivo per sinistri di vecchia data e di cui i sanitari non erano stati messi a conoscenza. Tali azioni stanno creando una profonda spaccatura relazionale tra medici e amministratori tanto che molti professionisti chirurghi stanno prendendo la decisione di non entrare più nelle sale operatorie in quanto si sentono letteralmente abbandonati dalla dirigenza sanitaria e dalle istituzioni.

 

RILANCIO DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

Abbiamo bisogno di un piano straordinario di assunzioni nel SSN, con un adeguamento salariale continuo e differenziato a seconda delle aree in cui si esercita.

Individuazione di standard clinico assistenziali per un adeguato rapporto utenti/personale per garantire l’erogazione uniforme dei LEA in tutto il territorio nazionale e per limitare  la migrazione dei pazienti dal sud verso il nord.

Valorizzazione del personale sanitario operante nel SSN attraverso adeguate risorse per i rinnovi puntuali dei CCNL, ai fini di incoraggiare le competenze, capacità professionali e progressioni.

Una filiera contrattuale unica di dipendenza che tenga insieme tutti i protagonisti sanitari nei vari ambiti sanitari e di salute dei cittadini, per una filiera integrata e complessa di risposta alle nuove sfide si salute della popolazione

Aumento delle borse di studio delle scuole di specializzazione attraverso un attento monitoraggio delle reali necessità specialistiche. Promuovere lo sviluppo delle reti formative per i medici specializzandi fra università e SSN e uniformarle a livello nazionale. Questo favorirebbe un graduale inserimento dei medici in formazione nel SSN.

Istituire  un’ agenda nazionale che possa prendere in carico la stabilizzazione di tutti gli operatori sanitari medici, infermieri ed operatori socio sanitari  precari da più di tre anni.

Depenalizzazione della responsabilità professionale congiuntamente alla obbligatorietà dell’assicurazione per poter ricostruire  un rapporto fiduciario fra utenti e personale sanitario anche per ridurre se non azzerare il sempre più diffuso e gravissimo fenomeno della violenza sugli operatori sanitari, attraverso la revisione della legislazione in materia di responsabilità professionale, che tuteli da una parte il cittadino, attraverso un indennizzo adeguato e tempestivo, e dall’altro garantisca la serenità dell’operato di tutto il personale sanitario, al fine di ridurre al massimo la medicina difensiva che determina un enorme costo improduttivo per il SSN.

Potenziamento delle risorse tecnologiche in medicina grazie all’utilizzo della telemedicina per lo scambio di informazioni diagnostiche e terapeutiche dei dati medici dei singoli pazienti che dovranno essere raccolte nel fascicolo sanitario elettronico utilizzabile on line e in tutta Italia in modo da poter ricostruire istantaneamente la storia clinica del paziente e garantire una diagnosi e un trattamento precoce, ridurre le inapproprietezze e le ridondanze. La stessa telemedicina è utilizzabile nella gestione di patologie acute e croniche in teleconsulting dai medici specialisti che possono, in questo modo, raggiungere popolazioni che  vivono in zone isolate e lontane dai centri superspecializzati e altresì  consente di razionalizzare le risorse umane e ottimizzare i tempi in quanto eseguito il consulto si potrebbe decidere di non trasferire il paziente in ambulanza verso il nosocomio.

Abolizione del numero chiuso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, individuazioni di alcuni Atenei HUB che non abbiano vincoli di selezione dei candidati; Atenei in zone economicamente svantaggiate (ad esempio: L’Aquila,Chieti,Messina,Sassari ,Campobasso ecc.) che possano essere, esse stesse il volano economico del singolo  territorio dove sorge l’Ateneo , attraendo circa 500 -700 studenti ogni anno che ripopolando quelle aree, porteranno alla realizzazione  di Student House, biblioteche, poli di ricerca, centri aggregativi ecc.

 

Michele Berloco
Dipartimento Sanità